La Commissione Ue lavora a proroga attuale della Politica Agricola Comune (PAC) per il 2023

In previsione della proroga del 2023 l’UE sta valutando una riduzione dei fondi destinati alla Politica Agricola Comune (PAC). Tra poco più di un anno scadrà la riforma sulla PAC in vigore e la sua revisione a ribasso potrebbe arrivare ad un 5% degli importi ma sarà confermato solo a fine 2019 quando l’UE approverà il bilancio.

Le nuove regole dei pagamenti diretti potrebbero avere un impatto negativo, livellando i finanziamenti verso una media nazionale, per cui le imprese che al momento ricevono i maggiori benefici potrebbero risentire fortemente.
Nei prossimi 14 mesi il nostro paese dovrà preparare un piano sulle PAC con misure ben definite su ogni misura.
Ci si aspetta ad ogni modo una contrazione delle sovvenzioni a scapito delle aziende agricole che maggiormente usufruiscono degli aiuti.

Complicato capire quanto la PAC influenzi l’andamento del settore agricolo non essendo distribuita in maniera omogenea, infatti mentre per alcune aziende ha un peso rilevante mentre per altre è quasi nullo.

La PAC si suddivide in due macro aree:

  1. Pagamento di base: rappresenta il 75% dei fondi ed è possibile scomporlo nelle seguenti voci:
    Greening (adozione di comportamenti ecologici da parte dell’azienda),
    Giovani agricoltori per favorire il ritorno all’agricoltura da parte delle nuove generazioni e i
    Pagamenti accoppiati erogati a produttori di specifiche aree di produzione (ulivo, grano duro…)
  2. Piani di sviluppo rurale: raccolgono il restante 30% dei fondi PAC e vengono destinati a coltivazioni biologiche o alle aperture di nuove aziende.

Le colture maggiormente impattate dalla riforma PAC potrebbero essere le aziende legate alla olivicoltura e ai cereali.

La riforma della PAC è di interesse per tutte le aziende del mondo agricolo per cui, Confagri ha predisposto un documento comune, sottoscritto da 13 organizzazioni agricole (anche estere), con cui si richiede alla UE di non inserire tetti ai pagamenti diretti della Pac.

Una delle linee guida della Commissione UE è quella di privilegiare maggiormente le imprese agricole di dimensioni minori, mettendo un cap di 100mila euro alle sovvenzioni per singola impresa agricola (a prescindere dal suo ettaraggio) con un valore degli aiuti a scalare oltre i 60mila euro.

Le aziende più piccole quindi dovrebbero veder crescere la quota di pagamenti diretti a discapito di quelle più grandi che al momento però occupano la quota maggiore di produzione.

 

 

Fonte: Agronotizie; Mondo agricolo; Confagri

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